Venezia. 300 anni di caffè

Vi raccontiamo da sempre che bere caffè è un’esperienza unica ma oggi possiamo affermare che bere caffè in un ambiente storico è senza dubbio un’esperienza indimenticabile.
E allora andiamo tutti a Venezia, alla volta del Caffè Florian.

VeneziaApertura_800A qualcuno di voi questo nome dirà certo qualcosa, e non dovete per forza essere veneziani per conoscerlo.
Questo posto non è un semplice locale, un banale bar; è un’istituzione e letteralmente un pezzo di storia.
Sì, perché il Caffè Florian è il caffè più antico del mondo.
Inaugurato nel 1720 da Floriano Francesconi, mise le sue solide radici in Piazza San Marco.
Centrale, imponente, inavvicinabile.
Non potete ‘non trovarlo’ perché è lì, nella piazza principale della città. Vi guarda con i suoi tavolini bianchi ed impeccabili, le sedie beige, la sua facciata maestosa.
E noi non ci siamo fermati solo all’apparenza; abbiamo voluto varcare la soglia di questo posto per viverlo sul serio.

Entriamo insieme…
Stupore.
Non ci aspettavamo tanto o meglio, non così.
Qui il caffè non costa certo poco ma il prezzo lo fa il posto. Siamo entrati in un universo parallelo. La macchina del tempo ci ha catapultati dritti dritti nel ‘700 e non c’è nulla di più bello del sentirsi parte della storia.
Ho quasi paura, non voglio toccare i divanetti vellutati. È strano vedere la mia immagine riflessa in tutti questi specchi. Intorno a me affreschi, affreschi ovunque. Specchi dalle cornici importanti, intarsi, tavolini che si reggono su capitelli.
Ma vi rendete conto che il Caffè Florian quando è nato era l’unico locale a consentire l’ingresso alle donne?
Facile capire allora perché Casanova facesse tappa qui. ;D
Ma questa bottega è sempre stata all’avanguardia, anche per le esposizioni d’arte che ha sempre accolto a partire dall’800.

Ogni sala poi ha la sua storia. Restaurate con passione e precisione, ciascuna di loro risplende di storica bellezza.
Come la Sala Cinese con decorazioni in foglia d’oro e i divanetti di velluto rosso.
Passo tra i suoi tavoli mentre i turisti sorseggiano il loro caffè e d’istinto chiudo gli occhi; chissà se Goldoni è stato qui!
O la Sala Liberty creata nel 1920 con il suo soffitto a volta e le appliques in vetro di Murano.
Cosa dire poi della Sala delle stagioni?
Le stagioni sono rappresentate da figure di donne tra fiori, spighe di grano e grappoli d’uva.
Qui si respira grandezza, arte, passione.
È tutto molto più grande di noi, di me. E questa grandezza è così alta che mi sento tremendamente fortunata ad essere qui.
Ora devo solo ordinare un caffè. Mi siedo. Professionalità e cordialità mi coccolano fino all’arrivo della mia preziosa tazzina. Niente da dire: è arte.

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